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Il governo propone l’innalzamento graduale, dal 2010 al 2018, dell’età pensionabile per le donne del pubblico impiego. CGIL e CISL rispondono di no, il ministro Sacconi dice: “Non c’è nulla di deciso”. Che cosa ne pensate?

VIDEO: Ammortizzatori sociali e pensioni. Intervista a Pietro Ichino

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38 Commenti

  1. ANTONELLA il 24 November 2009 alle 8:25 pm

    trovo vergognosa e ipocrita la giustificazione dell’eta’ madia che si sarebbe allungata:se pure fosse preferirei godermi quella manciata di anni di vita in piu’ con mia figlia,la mia famiglia,coltivare qualche interesse sempre trascurato e,magari anche me stessa:sto pagando le pensioni baby che qualcuno ha spudoratamente concesso alcuni anni orsono ed ora dovrei pagare rimanendo di piu’ al posto dei baby pensionati?? perche’ non trovare scuse migliori per rastrellare soldi??
    cosa mi servira’ la pensione tra dodici anni quando mia figlia ,22 enne non avrapiu’ bisogno di me ?? insomma volete l’Italia prolifica e poi consentite che i figli vengano lasciati a destra e a manca per poter “produrre” soldi per un futuro che non prospetta nulla di buono? dove e’ finita la proposta di qualcuno di riconoscere piu’ anni alle mamme attempate ?? e la base volontaria? Se qualcuno ci tiene tanto ad invecchiare sulla scrivania,si accomodi!io ho firmato un contratto pubblico nel quale era prevista la pensione a 60 anni!! No non sono d’accordo e spero di trovare “rinforzi” per una dura opposizione a questa ennesima fregatura per le donne !

  2. CARLA il 14 October 2009 alle 11:23 am

    Pochi considerano il fatto che se nessuno andrà in pensione per i prossimi 5/10 anni, per obbligo e non per libera scelta, dove andranno a lavorare i nostri figli? Inizieranno a 30/35 anni e lavoreranno 30 anni con pensioni da fame. Il segretario CISL ha detto solo una parte di ciò: chi si occuperà dei genitori anziani? Perchè non posso essere libera di andare in pensione quando voglio (ovviamente con importo inferiore) per occuparmi dei vecchi genitori? E di me stessa?

  3. Giuliana il 18 August 2009 alle 7:49 am

    TACI CHE IL NEMICO TI ASCOLTA ! (vecchio slogan)

    N.B. Il mio intervento di ieri (tagliato suppongo per “motivi teecnici” ) da me opportunamente salvato “in sito” verrà da me personalmente diffuso. Grazie.

  4. Giuliana54 il 17 August 2009 alle 11:20 pm

    Da accesa sostenitrice delle pari opportunità mi ritrovo ora sofferente davanti al fattaccio (il noeprovvedimento) non solo perchè incide direttamente sul mio futuro che già tendevo ad immaginare poco roseo ma anche perchè esso è assai discutibile nelle premesse (“penoso” il presupposto che ha generato il contenzioso con la Corte di Giustizia …), impossibile non si rendano conto che almeno dal punto di vista della convenienza economica a chi rimane vanno comunque accreditati stipendi e pagati contributi e che forse il giovane in attesa di occupazione l’anziano (la cui produttività è scontato possa essere ragionevolmente in fase discendente) ce lo vedrebbe volentieri fuori dal posto di lavoro. In gran parte dei paesi europei si sono attivati forti movimenti di opposizione ad ogni tentativo di elevare l’età pensionabile vistosamente e indiscriminatamente, dalle statistiche sull’età di pensionamento per uomini e donne risulta che per entrambi i sessi anche negli altri paesi si ritenga ancora ragionevole lasciare il posto di lavoro attorno alla sessantina (fonti attendibili). Sarebbe stato inoltre decisamente preferibile non far riferimento ad una necessità di adeguamento del fattore “retributivo” in quanto è molto probabile che per la maggior parte delle donne le possibilità di carriera e la retribuzione rimangano decisamente inferiori anche dopo aver equiparato l’età pensionabile (di norma non si fanno “faville” dai 60 ai 65 anni al massimo si risparmia agli enti di previdenza di elargire un assegno). Da accesa sostenitrice delle pari opportunità ci avrei invece mandato anche gli uomini che lo ritengono opportuno in pensione prima dei 65 anni in quanto per uomini e donne il lavoro non si trasforma necessariamente in opportunità di carriera o gratificazione personale con utilità verso l’esterno ma può rivelarsi perfino usura e pesantezza, in sostanza una semplice “necessità”! Peccato non ci abbiano educato a ritenere il lavoro sì concreta esigenza vitale ma solo a patto che non si trasformi in un giogo che può guastare perfino salute e moduli esistenziali, a quel punto sarebbe stato meglio inculcarci da subito l’idea di doverci organizzare per gestire finziariamente gli anni della vecchiaia invece di rimanere non più giovani in attesa di conoscere le nostre incerte posizioni assicurative. Con gran premura ci rendono note le retribuzioni medie di colf e badanti che con l’aggravio dei contributi di legge vengono quasi a coincidere con lo stipendio netto dopo qualche decennio di lavoro e i cui servizi permetterebbero alle donne di rimanere in attività (e in carriera) in età più che matura. Da non dimenticare inoltre che tra i lavoratori attivi ci sono persone per le quali il mantenimento di un posto di lavoro può comportare disagi (diritto di sentirsi “stanchi”) quali la mobilità forzata e il pendolarismo ad oltranza (i trasferimenti sono preclusi a chi abbia superato il cinquantesimo anno di età, soggetto ritenuto potenzialmente poco utile se non nella misura in cui possa semplicemente risultare attivo) e che non ci sono in giro solo falsi invalidi o potenziali parassiti ma anche portatori di handicap i cui malanni non sono mai stati riconosciuti nè consentono loro di usufruire di qualsiasi facilitazione che renda la loro esistenza meno gravosa, tra cui la possibilità di poter scegliere di lasciare il posto di lavoro quando ritengano sia giusto farlo e con un’assegno pensionistico pur sempre da rapportarsi agli anni di servizio prestati. Del resto il concetto chiave di “aspettativa di vita” è balzato di nuovo alla ribalta negli ultimi tempi (meno anni tra il momento della cessazione del rapporto di lavoro e la data dell'”exitus” in senso proprio = bilanci attivi per le casse di previdenza).

  5. SANDRA il 21 July 2009 alle 2:03 pm

    per chi fa lavori usuranti come in ospedale con le notti oppure le reperibilta’ e i festivi e’ una vera schifezza a quuell’eta’ una e’ gia’ troppo stanca dopo ben piu’ di 35 anni di onesto servizio poi per me la differenza tra il pubblico e il privato e’ incostituzionale di fronte all’eta’ tutte le donne sono uguali io dovrei lavorare con le reperibilita’ ancora 8 anni e’ impossibile.

  6. max il 20 June 2009 alle 10:59 pm

    forse questa rete puo’ parlare di signoraggio, la più grande truffa in corso. ne ha parlato a suo tempo raiutile ma non è stato ben recepito il meccanismo: lasciare un paese nell’ignoranza fa’ bene alle tasche di pochi (azionisti bankitalia s.p.a.)

  7. massimiliano il 7 June 2009 alle 12:38 am

    xchè no c’è la parità e poi l’eta media delle donne è più alta quindi a noi la possono abbassare l’età della pensione . poi e vero anche che non lavorano mica in fonderia o al facchinaggio quindi anche 70 può andar bene

  8. Ultimo il 2 June 2009 alle 10:00 pm

    perchè no, andrebbe fatto ma forse è meglio aspettare il raggiungimento di altri traguardi di emancipazione come 50% di donne nella PA, in politica, e stipendi uguali nel privato, ecc.

    Nel frattempo lo si potrebbe applicare ai nostri parlamentari.

  9. nino il 11 May 2009 alle 5:39 pm

    le nostre donne lavorano in media quattro ore in più rispetto a noi maschietti , pertanto la loro pensione DEVE maturare a 55 anni e non a 65

  10. giuseppe mandorino il 12 March 2009 alle 2:16 am

    Il governo, per giustificare questa proposta, dice che viene da una direttiva UE che impone la parita’ di trattamento fra i sessi. Ebbene io dico che sarebbe giusto abbassare l’eta’ pensionabile per gli uomini e riportarla a 60 anni. Che ne dite?

  11. michele il 9 March 2009 alle 2:48 pm

    A chi vuole innalzare l’ età pensionistica per le donne; Provi a stare 8 ore allo sportello a contatto con il pubblico dopo sono certo cambierà idea. La donna non ha la stessa resistenza fisica dell’uomo. E poi, la posizione geografica dell, europa non andrebbe vagliata zona per zona, anche il clima è importante per l’applicazione di determinate regole. Mi piacerebbe lanciare una sfida, visto che le regole mondiali di convivenza, vuoi a livello umano che economico, mi riferisco alla globalizzazione, non sarebbe il caso che vengano riviste per cercare di salvare il salvabile? Spero che il pensiero venga raccolto da qualche personaggio onesto per evitare L’ UMANITA’ allo sfascio.

  12. giv visconti il 5 March 2009 alle 11:25 am

    SECONDO IL MIO PUNTO DI VISTA L’ INNALZAMENTO DELLA PENSIONE E’ UN FALSO PROBLEMA, PER I SEGUENTI MOTIVI:

    -LE PENSIONI EROGATE CON IL SISTEMA CONTRIBUTIVO – STANTE GLI SCARSI CONTRIBUTI VERSATI ED I COEFICIENTI DI ATTUALIZZAZIONE CHE POSSONO ESSERE MODIFICATI PER DIVERSE DURATE DELLA VITA MEDIA O SOLO PER MOTIVI DI BILANCIO – PORTERANNO AD OTTENERE PENSIONI CHE SARANNO IL 40%, PER I PIU’ FORTUNATI, DELL’ULTIMO STIPENDIO, QUINDI NON SUFFICIENTI A MANTENERE UN TENORE DI VITA DECOROSO.
    PER CUI DOVRANNO PROSEGUIRE NEL LAVORO NON PER SCELTA MA PER NECESSITA’.
    – SOLO PROFESSORI, MAGISTRATI, GIORNALISTI, POLITICI, PER QUESTIONI NON LEGATE ESCLUSIVAMENTE ALLA PARTE ECONOMICA POTRANNO DESIDERARE DI CONTINUARE AD AVVERE UN ATTIVITA’ CHE NON LI IMPEGNI AL 100%.

  13. barese2340 il 4 March 2009 alle 11:48 pm

    OGNI GIORNO CE NE’ UNA NUOVA, MENTRE IL VERO PROBLEMA RESTA NEL CASSETTO.MI DOMANDO COSA ASPETTIAMO ANCORA A MANDARLI TUTTI A QUEL PAESE. E’ STATO APERTO QUALCHE MANICOMIO,ANCORA CHIUSO, E LI HANNO MANDATI TUTTI A MONTECITORIO………….

  14. antonio il 4 March 2009 alle 3:41 pm

    VERGOGNA!Fare cassa sempre sui più deboli invece di far pagare chi ha prodotto la crisi.Si vogliono sostenere industrie e banche con le miserie dei pensionati!Che fine ha fatto l’eliminazione delle Provincie ? Perchè non eliminano una Camera e dimezzano i Parlamentari? Perchè non mettono un tetto alle remunerazioni di dirigenti e manager? Perchè non rinuciano ad auto blu,scorte, barbieri, ristoranti ed a tutti i loro spudorati stipendi e privilegi, specie in un periodo di crisi come questo?
    Perchè non vanno loro in pensione a 65 anni?
    La risposta è nota: è fin troppo facile prendersela con chi non ha voce, nè difese.Anche il PD è d’accordo, poi si meravigliano di essersi liquefatti, ma chi rappresentano ?

  15. flavio il 4 March 2009 alle 3:39 pm

    Donne in pensione a 65 anni? MAGARI, ma da domani però, non aspettare il 2018. Noi, invece, dovrebbero mandarci a 60 anni, per un fatto di parità sociale.

  16. carmen il 4 March 2009 alle 2:10 pm

    UNA VERA SCHIFEZZA…..HO 34 ANNI E LAVORO DA 1 ANNO E 1/2 CON CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO…..ANCHE SE LAVORASSI FINO A 100 ANNI NON AVREI LA PENSIONE.
    BASTA CON QUESTE STUPIDAGGINI DOBBIAMO RIBELLARCI NON E’ POSSIBILE CHE IL POPOLO ITALIANO STIA A GUARDARE…..MI CHIEDO QUELLI DELLA MIA ETà, I GIOVANI, L’OPPOSIZIONE…MA DOVE SONO??

  17. Alessandro il 4 March 2009 alle 1:39 pm

    Ancora un bel depistaggio, per non parlare del tema più importante: la crisi e l’inadeguatezza delle misure prese per contrastarla. E i giornali (RAI e non solo) a far da cassa di risonanza. Chissa se a 65 anni, tante donne e uomini ce l’avranno ancora un lavoro!

  18. salutedemocratica il 4 March 2009 alle 1:30 pm

    Non sono daccordo, ma se è proprio necessario lo farei solo per donne che non hanno figli, e per chi ha ricoperto incarichi politici

  19. michela il 4 March 2009 alle 1:03 pm

    Chi ha voluto alzare l’età pensionabile di noi donne forse ha dimenticato che noi donne, malgrado l’emancipazione e tuuto il resto, siamo quelle che dirigono la famiglia, la casa, che danno tutto per i figli.Quando torniamo a casa dal lavoro dobbiamo gestire la casa, i figli, accompagnarli alle loro attività pomeridiane, fare la spesa, cucinare e fare la moglie. Anche se c’è la collaborazione della famiglia siamo sempre noi donne ad interessarci di tutto e ciò comporta grande stanchezza fisica e psicologica. Non ho mai tempo per me stessa e spero che a 65 anni staro’ cosi bene in salute da poterlo finalmente fare.

  20. Ric il 4 March 2009 alle 12:58 pm

    Poche idee e confuse.
    Sono del parere di dare una buona flessibilità all’eta del pensionamento. Come la flessibilità dell’orario di inizio lavoro alla mattina e le ormai famose partenze scaglionate per le ferie di agosto.
    La flessibilità lascia ai cittadini la “libertà”.
    Un appunto alla persona che scrivera “le donne sono anche MAMME” direi NONNE dato che si parla di donne di 65, almeno spero siano diventate anche NONNE e non solo MAMME.
    Buona Vita a tutti. Ric

  21. Francesca il 4 March 2009 alle 12:47 pm

    Credo che non posso far altro che confermare quanto è stato detto sin qui da tutti…ma una risposta a parte la merita
    il post di: <>
    Cosa ti fa credere che una libera professionista abbia una vita comoda?..Una libera professionista lavora fisicamente oltre 10 ore al giorno e quando va via dall’ufficio mentre stira, lava, cucina: pensa a come risolvere i problemi che dovrà affrontare il giorno dopo. Quando va a dormire pensa a come recuperare i crediti e pagare i debiti, non mette al mondo più di un figlio perchè teme che non potrebbe seguirlo come si deve….potrei continuare per ore. Un lavoratore autonomo lavora 24/7.

  22. al il 4 March 2009 alle 12:16 pm

    A me sembra un’enorme ingiustizia modificare in corso d’opera un contratto che prevedeva dei requisiti per l’età pensionabile-
    Non si rendono conto quale stato di stress provocano a quelle donne che attendono i pochi anni rimasti per andare in pensione-
    aumenteranno le pensionande che magari avevano fatto un pensierino per rimanere uno o due anni in più-
    E poi perchè vanno a toccare solo i dipendenti pubblici?
    mentre loro continuano a mangiare alla Bouvette con 3 euro al giorno-

  23. giancarlo il 4 March 2009 alle 11:58 am

    Ma questo governo non si vantava di essere un sostenitore della famiglia? Chi è la persona che sostiene la famiglia fino alla terza generazione? Per questo governo forse conviene difendere la famiglia solo a parole cavalcando invece, per interessi di bottega (voti), altre posizioni clericali che fanno più rumore.

  24. Alessandro Colombi il 4 March 2009 alle 11:22 am

    Per fortuna che loro sono quelli che difendono la famiglia!
    Come al solito il lavoro casalingo, che è a tutt’oggi maggiormente a carico delle donne, non viene riconosciuto minimamente…

  25. Ezio il 4 March 2009 alle 10:43 am

    <Concorco perfettamente con il Sig.Betta.
    Penso inoltre che si dovrebbe “riconsiderare” alcuni valori personali e generali nelle società moderne nel senso di assegnare un diverso significato a valori come produttività,ricchezza e benessere.

  26. Barbara Monici il 4 March 2009 alle 10:06 am

    Se e quando la donna sarà alleggerita dei compiti cui è relegata da sempre (lavori domestici, allevamento e cura della prole, ecc.)e delle consuete tensioni (impegno e capacità professionali meno pagate di quelle degli uomini, mancato rispetto delle opportunità di carriera, arresto della carriera in caso di maternità, ecc.), perché no?
    Visto che ciò non avverrà mai (strutture a supporto troppo costose per le attuali politiche di governo e collaborazione maschile improbabile: più gratificante la visibilità sociale e professionale con ritorno economico che il pesante e oscuro lavoro tra le mura domestiche!!!!), lasciamo alle donne, almeno, l’attuale età pensionabile …

  27. antonio il 4 March 2009 alle 9:59 am

    L’uomo e la donna non sono uguali né fisicamente né per i compiti naturali che sono chiamati a svolgere.
    Mi pare ovvio che la maternità deve essere una discriminante al pari se non in misura superiore a tante altre nel determinare l’età pensionabile del lavoratore. Sono quindi assolutamente contrario a questa manovra che maschera, come tante altre volte in passato l’esigenza di tagliare sulla spesa pubblica.
    Il governo dovrebbe andare a cercare i soldi per fare fronte alla crisi economica attuale, andando a recuperare l’enorme patrimonio dell’evasione fiscale.

  28. giorgio il 4 March 2009 alle 6:00 am

    La colpa è degli uomini: sarebbe sufficiente che imparassero a far funzionare la lavatrice per evitare così tante polemiche.

  29. concetta il 4 March 2009 alle 6:00 am

    se in italia esistesse una reale parità tra donne ed uomini, si potrebbe anche parlare di stessa età per andare in pensione, ma che facciamo per il 30% di divario tra le retribuzioni maschili e quelle femminili e per la disoccupazione femminile? pareggiamo tutti i conti e poi ne parliamo…

  30. umberta il 3 March 2009 alle 9:26 pm

    mi chiedo ,ma se i livelli europei ci chiedessero di lobotomizzarci lo faremmo……falso falso problema a tutto pensa questo governo fuorche’ al ben essere della persona e in particolare delle donne sento puzza di necessita’ di soldi ammantantata di vergognosi luoghi comuni

  31. rodolfo il 3 March 2009 alle 8:47 pm

    il lavoro deve essere dato ai giovani allungare l’età pensionabile vuol dire negare questa opportunità ai giovani e non trasmettere il sapere ad essi,purtroppo questo è un governo gerontocratico.

  32. giovanni m. il 3 March 2009 alle 7:56 pm

    DOVREBBE ESSERE UNA FACOLTA’ NON UN OBBLIGO

  33. carmenrita il 3 March 2009 alle 7:55 pm

    uno schifo unico!!! Credo comunque che abbiamo quello che meritiamo, un governo di corrotti che richiedono agli altri sacrifici che loro di certo non faranno mai!!!

  34. Rosalba il 3 March 2009 alle 6:59 pm

    In primis l’Italia si deve adeguare al livello degli altri Paesi Europei nei campi dell’assistenza agli anziani, asili nido e servizi sociali.

    Senza questi presupposti NON si può chiedere un ulteriore sacrificio sulla pelle delle donne.

    L’elevamento dell’età potrebbe essere a scelta volontaria, in tal modo si tutelerebbero almeno i lavori pesanti.

    Inoltre, un invito al Governo: basta con gli spot pubblicitari! Siate seri e concreti, l’Italia è in recessione, occorrono misure urgenti e concrete, non denaro VIRTUALE.

  35. Pit il 3 March 2009 alle 6:47 pm

    invece di alzare l’età pensionabile delle donne, perchè non abassiamo quella degli uomini!?

  36. Mario il 3 March 2009 alle 6:09 pm

    Assolutamente contrario. Comunque sia, l’età pensionabile deve essere legata al tipo di lavoro che si è svolto durante la vita lavorativa.
    Non dimentichiamoci che le donne sono anche MAMME, facciamole andare in pensione prima……

  37. bruna il 3 March 2009 alle 6:06 pm

    come nella maggioranza degli altri Stati Europei e quindi dovrebbe adeguare in tal senso anche i servizi sociali.

  38. BETTA il 3 March 2009 alle 6:03 pm

    DIPENDE COME CI SI ARRIVA AI 65.
    DEVI ESSERE IN FORMA FISICAMENTE E PSICOLOGICAMENTE PER POTER GARANTIRE LA RESA PRODUTTIVA CHE RICHIEDE IL TUO DATORE DI LAVORO. SE LAVORI IN FABBRICA, DIFFICILMENTE SI PUO’ RESISTERE A DETERMINATI RITMI.
    SE LAVORI IN UFFICIO O MAGARI SEI UNA LIBERA PROFESSIONISTA, ALLORA SI’ CHE LA MUSICA PUO’ CAMBIARE, SI PUO’ FARE UN ALTRO RAGIONAMENTO.
    CERCHIAMO DI ESSERE REALISTI. SE PROPRIO VOGLIAMO ALZARE L’ETA’ PENSIONABILE CERCHIAMO SOLUZIONI DIVERSIFICATE IN BASE AL TIPO DI MANSIONE DANDO VARIE POSSIBILITA’ ALLE DONNE DI SCEGLIERE.
    RICORDIAMO ANCHE AGLI UOMINI, SE LO HANNO DIMENTICATO, CHE MOLTO SPESSO NOI DONNE DAI 55 AI 65 POSSIAMO ESSERE INSIEME MADRI, NONNE, MOGLI E BADANTI DEI NOSTRI VECCHI.
    C’E’ QUALCOSA ANCORA CHE POSSIAMO AGGIUNGERE PER RIEMPIRE LA NOSTRA GIORNATA?


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